Il termine disforia (dal greco dysphoría, composto di dys- "male" e un derivato di phérein "sopportare") viene utilizzato in psichiatria per indicare un'alterazione dell'umore in senso depressivo, accompagnata da irritabilità e nervosismo. È l'opposto dell'euforia. Nei soggetti borderline la disforia è stata interpretata come la risultante di un effetto pantoclastico svolto dall'organizzazione di personalità che, un po' come un prisma, filtra l'esperienza depressiva distorcendola. L'affetto disforico segnalerebbe una vera e propria resistenza della persona all'invasione di una più autentica tristezza, un tentativo di ribellarsi al destino depressivo.

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