Il "Cashmere" è costituito col pelo di quale animale?
Divisa tra l’Afghanistan, l’India e la Cina, si estende la regione del Kashmir, luogo che storicamente ha dato il nome alla fibra.
Per sopravvivere agli ampi sbalzi termici, le capre Hircus sviluppano un denso sottomanto composto da migliaia di fibre finissime e straordinariamente soffici, nascoste dal pelo più lungo e grossolano visibile all’esterno. Il sottovello, detto anche duvet, funge da isolante termico per gli animali, proteggendoli dal succedersi dei giorni e delle notti, delle torride estati e dei rigidi inverni, i quali possono raggiungere temperature di 30°C sotto lo zero. La qualità della fibra dipende in maniera imprescindibile dalla durezza delle condizioni climatiche.
L’allevamento vive oggi una tradizione millenaria, che ripete anno dopo anno transumanze e riti per rispondere alle impervie condizioni naturali della regione.
Ricerche scientifiche hanno infine svelato il segreto del cashmere: lo spessore estremamente ridotto – circa 15 microns, molto inferiore ai 24 della lana Merinos più pregiata – nasconde una “camera d’aria” interna, che produce naturalmente le funzioni di termo-regolazione e di traspirazione, imitate solamente dalle fibre sintetiche di ultima generazione.
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