"Damnatio ad bestias" era una forma di esecuzione nell'antica Roma. Cos'era esattamente?
Con la locuzione latina damnatio ad bestias, o soltanto ad bestias, che tradotta letteralmente significa "(condanna) alle bestie", si indica un particolare tipo di condanna a morte riservata nell'antica Roma ai criminali peggiori di basso rango (non ai più pericolosi) o agli schiavi macchiatisi di qualche reato contro i propri padroni, i quali venivano appunto condannati a essere divorati vivi dalle belve nelle arene.
Le bestie erano solitamente leoni o tigri, ma potevano essere impiegati anche orsi, leopardi, lupi e animali di taglia più piccola (cinghiali, linci, cani, iene ecc.), così da prolungare il tormento. Il damnatus poteva essere legato a un palo oppure costretto a vestire i panni di un personaggio mitologico divorato da una belva (per esempio Prometeo, a cui un'aquila per volere di Zeus divorava quotidianamente il fegato, che ricresceva infatti ogni giorno). Tali esecuzioni si svolgevano al mattino o prima degli spettacoli gladiatori, quando il pubblico era particolarmente numeroso.
Più informazioni:
it.wikipedia.org