L'allevamento delle cozze consiste nella coltivazione di molluschi filtratori appartenenti alla famiglia Mytilidae, noti comunemente come cozze. Questa pratica si concentra principalmente sulle cozze marine, poiché quelle d'acqua dolce sono spesso protette e non vengono allevate a scopo commerciale.

Le specie più diffuse nell'allevamento sono Mytilus edulis, tipica delle coste atlantiche e del Nord Europa, Mytilus galloprovincialis, comune nel Mediterraneo e sulle coste iberiche, e Mytilus platensis, allevata in Cile. Le aree dedicate alla coltivazione delle cozze sono chiamate mitilicolture o allevamenti di cozze. In Europa, la produzione annua supera le 700.000 tonnellate, anche se negli ultimi anni si è registrato un calo costante.

L'allevamento delle cozze è strettamente legato alla qualità dell'acqua: per ottenere prodotti sicuri e gustosi, è necessario che l'acqua sia pulita e ricca di nutrienti, con bassi livelli di inquinanti. Inoltre, i mitilicoltori devono proteggere le cozze da parassiti e predatori. Dal punto di vista ambientale, la mitilicoltura può avere effetti sia positivi, migliorando la qualità dell'acqua grazie alla filtrazione, sia negativi, modificando gli habitat naturali e riducendo lo spazio disponibile per altre specie.

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